Il Conte di Montecristo ancora in tv

il conte di montecristo

Si è conclusa ieri sera, su Canale 5, l’ultima puntata de Il conte di Montecristo, la miniserie mandata in onda per la prima volta nel 1998, tratta da uno dei più famosi romanzi di Alexandre Dumas (autore de I tre moschettieri e Il visconte di Brangelonne), che fu pubblicato nel 1846 in 18 parti.

La storia parla di Edmond Dantès, Gerard Depardieu, innamorato della bella Mercedes (Naike Rivelli). Il giovane verrà erroneamente condannato per tradimento alla monarchia a causa di presunti complotti bonapartisti. Una volta rinchiuso in prigione nel Castello d’If, conoscerà grazie ad un tunnel scavato in segreto l’abate Faria (interpretato da Georges Moustaki), il quale si proporrà per aiutarlo a fuggire dalla prigione. Alla morte del frate Edmond riesce finalmente, 20 anni dopo la sua incarcerazione, a fuggire e raggiungere l’isola italiana di Montecristo, dove il vecchio Faria gli aveva confessato esserci nascosto un tesoro. Nel frattempo, il giovane Dantès pianifica una vendetta con l’aiuto del suo braccio destro Bertuccio (Sergio Rubini), cuoco del vascello dove Edmond lavorerà. Una volta giunto in Italia salverà il figlio di Mercedes e Fernand Mondego (Jean Rochefort), Albert de Morcerf (Stanislas Merhar), dalle grinfie del cattivo Luigi Vampa (Mattia Sbragia). Infine, dopo aver salvato dal fallimento l’amico di suo padre Morrel, a Marsiglia, partirà per la volta di Parigi dove Albert lo ha invitato per un soggiorno, in segno di riconoscimento… Col tempo, Edmond si vendicherà dei suoi accusatori uno ad uno.

Tra gli attori del cast sono appunto presenti Gérard Depardieu (premiato nel 1999 come miglior attore di fiction, in questa occasione), Ornella Muti e Serio Rubini.

Gli episodi, diretti interamente da Josée Dayan, sono stati due quest’anno (in origine la serie fu divisa in 4 parti): per la sua prima visione la serie ottenne una media di 8 milioni di spettatori. Un record dovuto soprattutto alla magistrale bravura di Depardieu in questo lavoro.

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La carica dei cento e uno

La carica dei 101

La carica dei cento e uno

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La carica dei 101
Pongofilm.JPG
Pongo in una scena del film
Titolo originale One Hundred and One Dalmatians
Paese di produzione Stati Uniti
Anno 1961
Durata 76 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 1,37:1
Genere animazioneavventura,fantastico
Regia Clyde GeronimiHamilton LuskeWolfgang Reitherman
Soggetto racconto di Dodie Smith
Sceneggiatura Bill Peet
Produttore Walt Disney
Casa diproduzione Walt Disney Productions
Distribuzione(Italia) Buena Vista Distribution
Art director Ken Anderson
Animatori Milt KahlFrank ThomasMarc DavisJohn LounsberyOllie JohnstonEric LarsonHal King,Les ClarkCliff NordbergBlaine GibsonEric CleworthJohn SibleyArt StevensJulius SvendsenHal AmbroTed BermanBill KeilDon LuskDick LucasAmby PaliwodaJack BoydDan MacManusEd Parks,Jack Buckley
Montaggio Roy M. Brewer Jr.Donald Halliday
Musiche George Bruns (colonna sonora) e Mel Leven (canzoni)
Doppiatori originali
Doppiatori italiani

La carica dei 101 (One Hundred and One Dalmatians) è un film d’animazione Disney, tratto dal romanzo di Dodie Smith I cento e una dalmata. È considerato il 17º classico Disney secondo il canone ufficiale.

 

 

Trama[modifica | modifica sorgente]

Pongo e Peggy.

La vita di due giovani maschi, un uomo e il suo cane, procede monotona nella Londra dei primi anni quaranta sino a quando uno dei due scapoli decide che è ora di cambiare: la decisione è presa da Pongo, un dalmata compagno di vita dell’umano e musicista Rudy Radcliff. I due vivono in periferia, in un appartamentino a due passi da Regent’s Park. Quando Pongo, appostato alla finestra di casa, nota una coppia di femmine adatta a loro dirigersi al parco, coinvolge l’ignaro Rudy in una rocambolesca rincorsa, che porterà le rispettive coppie a conoscersi e, col tempo, ad innamorarsi: Rudy sposa la bionda Anita e Pongo “sposa” la maculata Peggy. I quattro si trasferiscono e, da lì a breve, entrambe le femmine rimangono incinte.

Prima della nascita dei cuccioli della dalmata tutto sembra procedere bene, quando si presenta una vecchia compagna di scuola di Anita: l’eccentrica e ricchissima Crudelia De Mon che, venuta a sapere della gravidanza della dalmata della sua ex compagna di scuola, manifesta un intenso quanto sospetto interesse per i futuri cuccioli, e si congeda con la promessa di rifarsi viva a parto avvenuto. Dopo poco tempo Peggy dà alla luce ben 15 cuccioli, ma a rompere l’idillio è ancora una volta l’entrata in scena di Crudelia, che si propone di acquistare immediatamente l’intera cucciolata. Intuendo che la donna non avesse il benessere dei cuccioli come movente, Rudy si oppone categoricamente alla vendita e Crudelia, infuriata, decide di chiudere ogni rapporto con Anita, giurando inoltre di non arrendersi al rifiuto. La perfida donna incarica due manigoldi di rapire e, in un secondo momento, uccidere e spellare i cuccioli. Nonostante gli uomini assoldati,Gaspare e Orazio, siano due veri imbecilli, riescono con uno stratagemma a sottrarre i piccoli mentre la governante di casa rimane sola. Scotland Yard indaga sullo strano rapimento, ma a questo punto i genitori Pongo e Peggy, capendo che gli umani non sono in grado di rintracciare i loro cuccioli, lanciano un disperato grido di aiuto ai loro simili.

In men che non si dica il “telegrafo canino” è innescato. Il passaparola che i cani di tutta la città raccolgono e amplificano rimbalza sino ai limiti della stessa Londra. Anche gli animali della provincia e della campagna circostante recepiscono la richiesta di aiuto, ritrasmettendola a loro volta. Tra di loro ci sono il Capitano, un cavallo dal pelo fulvo; il sergente Tibs, un gatto strambo; e il Colonnello, un cane che raccoglie il messaggio sparso da Peggy e Pongo, e che subito dopo s’accorge che nella vecchia casa De Mon, vista in lontanza, c’è del fumo che esce dal camino. Così, insospettito, si dirige sul posto insieme al sergente Tibs, e scopre che proprio lì Gaspare e Orazio tengono prigionieri ben 99 cuccioli dalmata. Tra di loro ci sono anche i 15 cuccioli scomparsi, mentre gli altri sono stati regolarmente acquistati al negozio di animali da Crudelia. Appena la notizia della scoperta del luogo dove sono tenuti prigionieri i loro piccoli raggiunge, sempre grazie al telegrafo canino, Pongo e Peggy, questi si precipitano immediatamente in loro soccorso. I due riescono coraggiosamente a far scappare dalla casa i loro cuccioli, anche con l’aiuto del grande Danese e del sergente Tibs ma, a causa della neve per terra, durante il tragitto i cuccioli lasciano delle tracce. Crudelia, aiutata da Gaspare e Orazio, segue le impronte dei cuccioli ma questi, accorgendosi di essere seguiti, si nascondono sotto un ponte in cui scorre un fiume ormai ghiacciato per non lasciare più tracce. Durante una bufera, Pongo e Peggy si rendono conto che i cuccioli sono esausti e quindi si rifugiano in una fattoria lì vicino.

Costretti però a passare ancora sulla neve, Crudelia li localizza di nuovo, ma i cuccioli riescono comunque ad arrivare sani e salvi in una città vicina dove, su idea di Pongo, si buttano tutti in mezzo alla fuliggine per sembrare dei terranova (nella versione originale dei labrador) e passare inosservati. Pochi alla volta, i cuccioli salgono sul furgone di un droghiere diretto a Londra, ma accidentalmente Crudelia li scopre e l’insegue, finendo però per scontrarsi con il furgoncino dei suoi due aiutanti, Gaspare ed Orazio, cadendo poi in un burrone dove vengono raggiunti dalla polizia e portati in galera.

Una volta a casa Rudy e Anita riabbracciano i loro cani, e decidono di comprare una casa più grande in campagna dove crescere tutti e 99 i cuccioli. Ironicamente, Rudy diventa ricco grazie al successo di una sua canzone dove prende in giro Crudelia e la sua natura malvagia.

Differenze dal libro[modifica | modifica sorgente]

  • Nell’edizione italiana del film, Roger è ribattezzato Rudy (nome rimasto invariato nella traduzione italiana del libro). Nel libro, inoltre, Roger di cognome fa “Dearly”, mentre nel film è stato cambiato in “Radcliff”.
  • Nel libro, è molto più evidente come i cani siano in realtà i padroni degli uomini.
  • Il personaggio di Peggy che appare nel film è la fusione fra due diverse femmine di dalmata che appaiono nel libro: una è Missis (vera madre dei quindici cuccioli e compagna di Pongo), mentre la seconda è una cagnetta di nome Perdita che viene adottata da Anita e Roger per allattare i quindici cuccioli di Pongo. Dopo la partenza di Pongo e Missis alla ricerca dei cuccioli, Perdita resta ad accudire gli umani. Questa scena è assente nel film, infatti Pongo e Peggy scappano di casa per andare in cerca dei cuccioli senza che Rudy e Anita se ne accorgano.
  • Nel libro, Crudelia De Mon è di carnagione più scura ed è sposata. Suo marito, infatti, è un pellicciaio dal carattere molto più fragile del suo. Infatti, è lui il responsabile del rapimento dei cuccioli.
  • Nel libro, Orazio si chiama Saul.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Nel 1956, Dodie Smith scrisse il romanzo I cento e una dalmata. L’anno immediatamente successivo Walt Disney lesse la storia, e subito decise di acquistarne i diritti, avendo essa attirato di molto la sua attenzione. L’autrice aveva sempre desiderato che il suo libro fosse trasformato in un film Disney.

Disney incaricò Bill Peet di scrivere la storia del film; fu la prima volta in assoluto che una sola persona scrisse la sceneggiatura di uno dei film dello studio. Disney, a differenza degli anni passati, non fu coinvolto nell’animazione né agli incontri per lo sviluppo del film. Tuttavia, sentiva che le idee di Peet erano talmente perfette che ebbe un piccolo ruolo anch’egli. Peet inviò a Dodie Smith alcuni disegni dei personaggi, e lei rispose che la storia era stata resa in miglior modo e che i disegni erano meglio delle illustrazioni del libro.

Dopo il colossale fallimento al botteghino de La bella addormentata c’erano delle voci riguardo alla chiusura del dipartimento di animazione degli studios. Durante la produzione della Bella addormentata, Disney disse: “È troppo costoso, non possiamo continuare.” Tuttavia aveva ancora delle speranze nei confronti dell’animazione poiché lo studio era stato costruito a partire da essa. Ub Iwerks, in occasione di importanti cambiamenti all’interno dell’animazione, stava sperimentando la fotografia Xerox per aiutare nell’animazione. Nel 1959 aveva modificato la camera Xerox per risparmiare tempo e spese, ma conservando la spontaneità dei disegni a matita.

Uno dei benefici dello Xerox tuttavia fu l’animazione dei cani maculati. Secondo Chuck Jones, Disney fu capace di realizzare il film nella metà di quanto sarebbe venuto a costare, se avessero dovuto animare tutti i dalmati e le macchie. Per realizzarle, gli animatori pensarono alle macchie come a delle costellazioni. Una volta partiti dalla macchia iniziale, le altre sarebbero venute in relazione a quella. Alla fine, in totale, i 101 dalmati presentavano 6,469,952 macchie, con Pongo che ne possedeva 72, Peggy 68 e ogni cucciolo 32.

La produzione del film segnò anche un cambiamento nello stile grafico dell’animazione Disney. La Bella addormentata aveva uno stile più angolare rispetto agli altri, e venne usato anche in questo film e nei successivi. Per La carica dei cento e uno gli artisti degli sfondi avrebbero dipinto stampi liberi per rappresentare un oggetto e fotocopiare i dettagli sul campo. Walt Disney non apprezzò questo stile, e sentiva che stava perdendo l’elemento fantastico dei suoi film animati. Il direttore artistico Ken Anderson si dispiacque molto di ciò. Walt infine lo perdonò nella sua ultima visita allo studio nel tardo 1966. Come Anderson ricordò in un’intervista:

« Sembrava molto malato; io dissi “Ehi, è grandioso vederti Walt”, e lui disse “Sai quello che hai fatto coi Dalmati”. Non disse altro, ma mi diede quello sguardo e io capii che tutto era perdonato e nella sua opinione forse quello che avevo fatto coi Dalmati non era stato poi così male. Fu l’ultima volta che lo vidi. Poi poche settimane dopo venni a sapere che se n’era andato. »

Come negli altri film precedenti, anche in questo caso gli animatori si avvalsero della recitazione degli attori per sviluppare la trama. Nel cast vi era la presenza notevole di Rod Taylor, celebre attore australiano che lavorò in grandi film come L’uomo che visse nel futuro e Gli uccelli di Alfred Hitchcock. I cani ebbero volutamente dei doppiatori con una voce più profonda rispetto ai doppiatori degli uomini per accentuare la loro centralità.

Il film fu un grande successo e fu considerato il film che salvò gli studios dalla bancarotta.

Personaggi[modifica | modifica sorgente]

  • Pongo, il cane dalmata protagonista del film.
  • Peggy (in originale Perdita), la cagnolina dalmata protagonista del film.
  • 99 cuccioli, 15 sono di Pongo e Peggy, gli altri 84 sono tutti comprati da Crudelia
  • Crudelia De Mon (Cruella De Vil), amica di Anita e mandante del rapimento dei cuccioli di cane dalmata. Amante delle pellicce, vuole farsene una con pelli maculate di cucciolo dalmata.
  • Gaspare (Jasper) e Orazio (Horace), una coppia criminali assoldati da Crudelia. Gaspare, il meno tonto del duo, è il capo mentre Orazio, grasso e lento, è il sottoposto. Ciò nonostante, in molti frangenti è il secondo ad avere delle intuizioni corrette, subito ridicolizzate da Gaspare come sciocchezze (es. quando vede i cani coperti di fuliggine, Orazio dice: “Guarda Gaspare, non pensi che siano loro travestiti?” come in effetti erano, oppure quando stanno seguendo le impronte di cani, ipotizza: “E se per caso sono andati al torrente ghiacciato per non lasciare le impronte?”)
  • Il Colonnello, un vecchio cane di campagna con un apparente passato di militare. Lui, assieme al Sergente e al Capitano, aiutano Pongo e Peggy nella loro missione.
  • Il Sergente Tibs, un gatto facente parte del gruppo comandato dal Colonnello.
  • Il Capitano, un cavallo anch’esso del gruppo del Colonnello.
  • Il Grande Danese, un cane che aiuta Pongo e Peggy a localizzare i cuccioli rapiti.
  • Rudy Radcliff (Roger Radcliff), padrone di Pongo.
  • Anita, la padrona di Peggy.
  • Nilla, la governante di casa.

Remake[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi La carica dei 101 – Questa volta la magia è vera.

Nel 1996 viene realizzato una coproduzione Walt Disney – Great Oaks Entertainment con personaggi in carne e ossa: Glenn Close doppiata da Ludovica Modugno nella parte di Crudelia De Mon, Jeff Daniels doppiato da Roberto Draghetti nella parte di Rudy e Joely Richardson doppiata da Chiara Colizzi nella parte di Anita. Il film, diretto da Stephen Erek, ha avuto un notevole successo, tanto da generarne un sequel, nel 2000.

Sequel[modifica | modifica sorgente]

La carica dei 101 – La serie[modifica | modifica sorgente]

Nel 1997 la Walt Disney Company ha prodotto la serie televisiva animata La carica dei 101 – La serie (101 Dalmatians: The Series), composta da 65 episodi.

La carica dei 101 II – Macchia, un eroe a Londra[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi La carica dei 101 II – Macchia, un eroe a Londra.

Nel 2003 viene realizzato il film d’animazione La carica dei 101 II – Macchia, un eroe a Londra.

A differenza del primo episodio in cui il vero protagonista è il gruppo di cuccioli, la nuova storia è incentrata su un solo piccolo dalmata e c’è un doppiaggio completamente diverso. Alla fine del primo episodio avevamo sentito l’intenzione di Rudy di trasferirsi in campagna per disporre di una casa spaziosa e adatta all’allevamento di cani dalmata. Durante il trasloco avviene l’imprevisto e il piccolo Macchia viene dimenticato a Londra. Il nostro eroe se ne va quindi a zonzo e in un parco della città incontra Fulmine, il cane protagonista di avvincenti telefilm alla cui conclusione è reclamizzato un cibo per i cani.

Fulmine, al cui fianco vi è da sempre Lampo, il suo assistente, non è l’eroe disinteressato e altruista che appare nello schermo televisivo, ma l’ingenuo Macchia questo non lo sa ancora. Il cucciolo però s’imbatte nella perfida Crudelia De Mon che, ancora una volta ossessionata dalle pellicce a macchie, tenta di rapire tutti i cuccioli. Il nostro eroe riuscirà a salvarli e a scoprire la doppia faccia di Fulmine e Lampo?

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

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  • Quando i cuccioli vengono ritrovati nel covo di Gaspare e Orazio, stanno guardando alla tv l’episodio Springtime (1929) della serie delle Sinfonie allegre dello stesso Walt Disney.
  • In una scena del film appare il personaggio Whisky presente nel film Lilli e il Vagabondo, l’omonimo personaggio è riconoscibile dal collare che gli viene dato alla fine del film Lilli e il Vagabondo. Altri due personaggi sempre di Lilli e il Vagabondo ovvero la cagnetta pechinese Gilda e il mastino Toughy, appaiono nella vetrina di un negozio di animali. Gli stessi Lilli e Biagio compaiono nella scena seguente (la prima in mezzo alla strada e il secondo sopra un camion sul margine destro della strada stessa).
  • Il film fu rilanciato nei cinema di italiani anche nel 1995 e nel 2012. Nel 2012, in Italia, questo film sarà affiancato ad altri due classici: La bella e la bestia (riedizione 3D) eCenerentola (riedizione 2D).
  • In Tata Matilda e il grande botto, film rivale della Disney, appaiono in una scena due cani dalmata che assomigliano molto a Pongo e Peggy.
  • Durante la lotta contro Pongo e Peggy, Orazio cerca di bastonare Pongo, ma poi per sbaglio bastona invece Gaspare che era alle sue spalle. Lo stesso è successo nel film La spada nella roccia, quando Sir Ettore e Caio scoprono la cucina stregata da Mago Merlino. Inoltre, la melodia che si sente quando Pongo e Peggy innescano il “telegrafo canino” veniva poi ripresa quando Semola è triste in cucina dopo essere stato punito da Sir Ettore.
  • Nilla ha un aspetto che ricorda molto quello di Flora, una delle fate madrine del film La bella addormentata nel bosco, e inoltre entrambe sono doppiate in italiano da Lydia Simoneschi.
  • Sempre facendo riferimento alla bella addormentata nel bosco, questo film è riuscito a salvare la Disney dalla bancarotta, poiché La bella addormentata nel bosco aveva prodotto pochissimi incassi.
  • La scena in cui Pongo cerca di portare Lucky nel camion in moto e viene aiutato da Peggy viene ripresa nel film Gli Aristogatti, quando Romeo cerca di portare Minou nel camion in moto e viene aiutato da Duchessa.

The Rocky Horror Picture Show

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The Rocky Horror Picture Show
Rocky Horror Picture Show - Main Title.png
I titoli di testa
Titolo originale The Rocky Horror Picture Show
Paese di produzione Regno UnitoStati Uniti
Anno 1975
Durata 100 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere musicale, commediaorrore
Regia Jim Sharman
Soggetto Richard O’Brien (musical The Rocky Horror Show)
Sceneggiatura Jim SharmanRichard O’Brien
Produttore Michael White
Produttore esecutivo Lou AdlerJohn Goldstone
Fotografia Peter Suschitzky
Montaggio Graeme Clifford
Effetti speciali Colin ChilversWally Veevers,Roy Spencer (non accreditato)
Musiche Richard O’Brien (musiche originali),Richard Hartley (arrangiamenti e regia musicale)
Scenografia Terry Ackland-Snow
Costumi Sue Blane
Trucco Ramon GowPierre La Roche,Peter Robb-KingGraham Freeborn (non accreditato)Ernest Gasser (non accreditato)Helen Lennox (non accreditata)Mike Lockey (non accreditato)Jane Royle (non accreditata)
Interpreti e personaggi
(EN)
« Don’t dream it, be it. »
(IT)
« Non sognatelo, siatelo. »
(Il Dr. Frank-N-Furter)

The Rocky Horror Picture Show è un film del 1975 diretto da Jim Sharman e tratto dallo spettacolo teatrale The Rocky Horror Show del 1973, di Richard O’Brien, sceneggiatore ed autore delle musiche, nate per lo spettacolo e usate anche nel film.[1] O’Brien appare nella pellicola anche come attore, nel ruolo del misterioso servitore Riff Raff.

 

 

Il film[modifica | modifica sorgente]

Nella classifica dei migliori 50 cult movies, stilata nel 2003 dalla rivista stanutitense Entertainment Weekly, viene piazzato al primo posto precedendo This Is Spinal Tap di Rob Reiner (1984) e Freaks di Tod Browning (1932).[2]

Nel 2005 sono stati celebrati i 30 anni del The Rocky Horror Picture Show, che ha in tutto il mondo una enorme schiera di fan. Nel 2011, invece, si sono compiuti i 30 anni consecutivi di proiezione nel cinema Mexico di Milano.

Questo film è stato considerato fuori dagli schemi per l’esplicita trattazione di tematiche sessuali, cosa che lo rese rivoluzionario per l’epoca in cui fu prodotto e che ancora oggi gli fa conservare elementi di trasgressività non comuni. I ruolieterosessualibisessuali ed il travestitismo vengono esibiti in un’allegoria pronta ad attingere da ogni situazione per irridere o dimostrare quanto siano effimeri i ruoli imposti dalla “normalità”.

Il film merita di essere ricordato anche per i molteplici riferimenti alla cultura, sia americana che europea, contemporanea. Si vedono quadri famosi, il salvagente del Titanic, l’antenna della R.K.O., la Creazione di Michelangelo sul fondo della piscina, ilDavid di Michelangelo (simbolo di bellezza virile visibile in più scene del film, in una delle quali si nota in particolare la modifica, rispetto all’originale, degli attributi sessuali della statua, il cui fallo è assai ingrandito), La madre di James Whistler ed anche una stanza orientale, che richiama la moda delle cineserie, molto in voga alla fine del XIX secolo. Inoltre ricorre in tutto ilmusical l’immagine dell’American Gothic del pittore Grant Wood, che simboleggia da tempo quell’atmosfera di “horror puritano” che permea anche questo film e non ultima la Gioconda sistemata sopra il camino nel salone dove si tiene l’Annuale Convegno Transilvano.

Nel 2005 è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.[3]

Trama[modifica | modifica sorgente]

È il 9 agosto 1974Brad Majors e Janet Weiss sono al matrimonio dei loro amici. Dopo la cerimonia, Brad chiede a Janet di sposarlo e lei dice di sì. Decidono, quindi, di andare dal Dr. Scott, poiché si sono conosciuti mentre frequentavano il suo corso universitario. Durante il viaggio, si perdono in un bosco durante un forte temporale, mentre, alla radio, Nixon annuncia le proprie dimissioni. Decidono di tornare indietro, ma si buca una ruota e cercano aiuto in un castello che avevano visto poco prima sulla strada.

Ad accoglierli trovano il factotum Riff Raff e la domestica Magenta, che li portano nel salone principale, dove si sta svolgendo il ritrovo dei Transilvaniani, che ballano il Time Warp. L’esibizione spaventa Janet, che chiede a Brad di andarsene. In quel momento, entra in scena il Dr. Frank-N-Furter[4] che li invita ad andare nel suo laboratorio.

Entrati nel laboratorio, vedono Frank-N-Furter, che ha indosso un camice verde e dei guanti rosa. Durante il discorso, il dottore spiega che ha scoperto per caso il metodo per dar la vita alla sua creatura. Dopo un cenno a Riff Raff, scende uno strano macchinario che viene azionato per dare vita alla creatura: Rocky Horror. La creatura viene liberata da Magenta e Columbia. Appena liberato, Rocky rifugge dalle attenzioni del dottore, sembrandone spaventato. Ma il dottore riesce a calmare la creatura mostrandogli dei doni: bilancieri, pesi e una cavallina. Frank-N-Furter spiega il suo piano, utilizzando lo slogan culturista “In sette giorni posso fare di te un uomo”. Nella creazione di Rocky, il dottore ha utilizzato la metà del cervello di Eddie, un fattorino, un tempo amante di Columbia e poi del dottore, che lo ha rifiutato perché non aveva muscoli. Il risveglio di Eddy dalla cella frigorifera, scatena l’ira del dottore che lo uccide.

Frank-N-Furter porta Rocky sul talamo nuziale e, più tardi, inizia alla vita sessuale sia Brad che Janet. Nel frattempo, Riff Raff terrorizza Rocky con il fuoco. Quest’ultimo scappa, inseguito dai cani da guardia, salvo poi rifugiarsi nella vasca dove è nato. Janet, sconvolta dall’aver iniziato la propria vita sessuale con un uomo che non fosse Brad, entra nel laboratorio e trova Rocky. Poi, ha un rapporto sessuale con la creatura, spiata da Magenta e Columbia.

Nel frattempo, al laboratorio giunge il Dr. Scott e Frank-N-Furter si convince che Brad e Janet siano delle spie inviate dal Dr. Scott per rubare il proprio lavoro. Condotto il Dr. Scott al laboratorio, Fran-N-Furter lo interroga e, durante l’interrogatorio, i tre uomini scoprono Rocky e Janet nella vasca.

A cena, il clima è molto teso, ma il Dr. Scott spiega che il motivo della sua visita alla casa di Frank-N-Furter è la ricerca di suo nipote Eddy, che fin da piccolo è stato un ragazzo scapestrato e poco incline alle regole. Frank-N-Furter fa capire ai suoi ospiti che il tacchino che stanno mangiando è in realtà Eddy. Nell’indignazione generale, Frank-N-Furter toglie la tovaglia e mostra il corpo di Eddy. Gli ospiti fuggono e si rifugiano nel laboratorio.

Qui, Frank-N-Furter immobilizza i fuggitivi, ancorandoli al pavimento tramite uno speciale raggio. Dopo la spiegazione del Dr. Scott, che afferma che il raggio è opera di alieni, Frank-N-Furter pietrifica tutti con il raggio “Medusa”, rendendoli delle statue che poi utilizzerà per il suo spettacolo.

Va in scena lo spettacolo, in cui gli ospiti di Frank-N-Furter sembrano aver preso la stessa libidine del dottore. Alla fine dello spettacolo, Riff Raff e Magenta uccidono Frank-N-Furter, a causa della condotta poco ortodossa che ha tenuto, dando la vita a Rocky, uccidendo Eddy e soddisfando la propria libidine con Rocky, Brad e Janet. I fratelli transilvaniani Riff Raff e Magenta, trasportano il castello verso il pianeta Bissesso, nella galassia Transilvania, permettendo prima a Brad, Janet e al Dr. Scott di fuggire dal castello.

I tre si trovano così sperduti e confusi nella polvere lasciata dal decollo. “E striscianti sulla superficie della terra, degli insetti, chiamati ‘la razza umana’… Persi nel tempo. Persi nello spazio. E nel significato”. È con queste ultime parole che il criminologo, narratore principale delle vicende di Brad e Janet, pone fine alla storia, nel suo ufficio, chiudendo il fascicolo che regge in mano.

Personaggi e interpreti[modifica | modifica sorgente]

  • Frank-N-Furter: È uno scienziato bizzarro, ispirato al barone Victor Frankenstein, intento a dare vita alla sua creatura, Rocky, un uomo biondo e atletico. Frank-N-Furter è interpretato da Tim Curry nell’edizione originale di Broadway e nel film.
  • Janet Weiss: è la tipica ragazza perbene statunitense, di poche pretese e fidanzata con il suo compagno di classe Brad Majors che aspira a sposare. Nel film è interpretata daSusan Sarandon.
  • Brad Majors: è il tipico ragazzo statunitense, eterosessuale ma pieno di insicurezze, tanto da cedere con trasporto ad un flirt con Frank-N-Furter. Nel film è interpretato daBarry Bostwick.
  • Riff Raff: è un inquietante maggiordomo gobbo al servizio di Frank-N-Furter insieme alla sorella Magenta. Nel film è interpretato da Richard O’Brien.
  • Magenta: è una cameriera strampalata il cui lavoro lascia un po’ a desiderare. Nel film è interpretata da Patricia Quinn.
  • Columbia: è una groupie di Frank-N-Furter che alla fine si rivela essere innamorata di lui. Nel film è interpretata da Nell Campbell.
  • Dr. Everett Scott: scienziato di nascoste origini tedesche (nel film Frank-n-Furter lo chiama Everett von Scott) e probabili simpatie naziste, invalido, bloccato su una sedia a rotelle, che arriva a sventare i piani di Frank-N-Furter. Nel film il personaggio è interpretato da Jonathan Adams.
  • Eddie: è un motociclista tossicodipendente appassionato di rock’n’roll, ex amante di Columbia, a cui Frank-N-Furter, dopo averlo congelato, preleva parte del cervello per costruire la sua creatura. Nel film la parte è interpretata dal cantante rock Meat Loaf.
  • Rocky: è la creatura costruita in laboratorio da Frank-N-Furter utilizzando mezzo cervello di Eddie. Nel film il personaggio è interpretato dall’attore Peter Hinwood e doppiato dal cantante Trevor White (Rocky in effetti non parla mai: canta solamente).
  • The Criminologist: il criminologo ha il ruolo di narratore e guida per tutto il film, apparendo spesso solo in voce fuori campo o facendo la sua comparsa sporadicamente durante la pellicola. È interpretato da Charles Gray.
  • Ralph Hapshatt e Betty Munroe: amici di Brad e Janet le cui nozze aprono il film e che rappresentano il modello di felicità a cui i due intendono ispirarsi. I due personaggi sono interpretati rispettivamente da Jeremy Newson e Hilary Labow.

Distribuzione[modifica | modifica sorgente]

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Edizione italiana[modifica | modifica sorgente]

Il film non è mai stato doppiato in italiano nemmeno per quanto riguarda i dialoghi non cantati. Una prima edizione, circolante nelle sale cinematografiche e nel circuito televisivo con rapporto 4:3, venne rivista negli anni novanta, quando i sottotitoli vennero riscritti con più cura. Il film venne in seguito, negli anni duemila, restaurato e una nuova edizione, con rapporto originale a 1.85:1, venne distribuita anche nel circuito televisivo.

La traduzione dei dialoghi nei sottotitoli della prima edizione italiana presentava diversi problemi: ad esempio, nel brano Sweet Transvestite la frase “I’m just a sweet transvestite from Transexual Transilvania” può lasciare molteplici interpretazioni (“sono solo un semplice travestito che viene dalla transessuale Transilvania” con transessuale come aggettivo; oppure “sono solo un semplice travestito che viene da Transexual, Transilvania”: come è d’abitudine negli USA dire prima la città e poi lo Stato); la traduzione italiana recita invece “sono un semplice travestito dal Pianeta Bisesso, Galassia Transilvania”, disvelando così anzitempo un importante dettaglio che, narrativamente, dovrebbe emergere solo alla conclusione del film.

Colonna sonora[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi The Rocky Horror Picture Show (colonna sonora).
Canzone Interpreti principali Altri interpreti Scena
Science Fiction/Double Feature Richard O’Brien (labbra di Patricia Quinn) Tema d’apertura
Dammit, Janet! Brad, Janet Riff-Raff, Magenta, Columbia Matrimonio degli Hapschatt
Over at the Frankenstein Place Brad, Janet Riff-Raff, Coro Notte piovosa sulla strada per raggiungere la casa del Dottor Scott
The Time Warp Riff-Raff, Magenta, Columbia The Criminologist, Transilvani Salone da ballo del castello ed ufficio del criminologo
Sweet Transvestite Frank-N-Furter Riff Raff, Magenta, Columbia, Transilvani Salone da ballo del castello immediatamente dopo “Time Warp”
The Sword of Damocles Rocky Riff-Raff, Magenta, Columbia, Transilvani Laboratorio
I Can Make You a Man Frank-N-Furter Transilvani Laboratorio
Hot Patootie Eddie Transilvani Laboratorio
I Can Make You a Man (Reprise) Frank-N-Furter Janet, Transilvani Laboratorio
Once in a While (canzone tagliata nella versione cinematografica) Brad Stanza da letto di Brad (inframezzata da scene di lui e Janet prese dalla prima parte del film)
Touch-a, Touch-a, Touch-a Touch Me Janet Rocky, Brad, Frank, Magenta, Riff-Raff, Columbia Bara di cristallo di Rocky nel laboratorio, con alcune scene della stanza di Columbia e Magenta
Eddie Dottor Scott, Columbia Tutti Sala da pranzo del castello, stanza di Columbia
Planet, Schmanet, Janet Frank-N-Furter Riff-Raff, Magenta, Brad, Janet, Dottor Scott Gradinata e corridoi del castello, laboratorio
Rose Tint My World Columbia, Rocky, Brad, Janet Palco del salone-teatro
Don’t Dream It, Be It Frank-N-Furter Brad, Janet, Columbia, Rocky, Dottor Scott Piscina del salone-teatro
Wild And Untamed Thing Frank-N-Furter, Columbia, Rocky, Brad, Janet Riff-Raff Palco del salone-teatro
I’m Going Home Frank-N-Furter Columbia, Rocky, Brad, Janet Palco e corridoio del salone-teatro
Superheroes (canzone tagliata nella versione statunitense) Brad, Janet The Criminologist Esterno del castello e ufficio del criminologo
Science Fiction/Double Feature (Reprise) Richard O’Brien (nessun personaggio) Tema di chiusura

Influenze nella cultura[modifica | modifica sorgente]

Sequel[modifica | modifica sorgente]

Citazioni e parodie[modifica | modifica sorgente]

  • Una delle sigle di Mai dire Gol, programma televisivo condotto dalla Gialappa’s Band, è stata una parodia del brano Time Warp del film, reinterpretato da Elio e le Storie Teseche lo hanno reintitolato Balla coi barlafüs, in cui sono ospiti fra gli altri anche il trio Aldo, Giovanni e Giacomo. Il brano è stato pubblicato nella raccolta di inediti di Elio e le Storie Tese Peerla.
  • Il 18 luglio 2009 la parte iniziale di Don’t Dream It, Be It è stata utilizzata per l’introduzione dell’inaugurazione dei Campionati mondiali di nuoto FINA di Roma.
  • La serie televisiva Glee ha dedicato un omaggio al film con un episodio chiamato “The Rocky Horror Glee Show” con la quinta puntata della seconda stagione.
  • Nel 1989Il Trio Marchesini, Solenghi e Lopez citano, in una scena della loro parodia televisiva di 5 puntate de I Promessi Sposi, intitolata Il Trio in “I Promessi Sposi”, una parte del brano Time Warp.
  • Emporio Ivankov, un personaggio del manga One Piece di Eiichirō Oda, è ispirato nel look e nel carattere a Frank-N-Furter.
  • Nel film Fame – Saranno famosi, i protagonisti partecipano, in un cinema, alla rappresentazione che viene fatta sul palco dagli spettatori, che imitano gli attori sullo schermo, sia nel vestiario che nei movimenti e nei passi di danza.
  • I protagonisti del film Noi siamo infinito sono assidui frequentatori del cinema “revival”, mettendo spesso in scena durante il film The Rocky Horror Picture Show.
  • Nel film Halloween II di Rob ZombieScout Taylor-Compton, che interpreta Laurie Strode, alla festa di halloween indossa l’uniforme di Magenta.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ The Rocky Horror Show, The British Theatre Guide. URL consultato l’11 febbraio 2008.
  2. ^ (ENRecensione di Freaks di Tod Browning www.olgabaclanova.com
  3. ^ (ENLibrarian of Congress Adds 25 Films to National Film RegistryLibrary of Congress, 20 dicembre 2005. URL consultato il 7 gennaio 2012.
  4. ^ Il nome Frank-N-Furter si basa su un gioco di parole che richiama sia il nome di Frankenstein che la parola inglese frankfurter, la quale indica la salsiccia tipica di Francoforte, usata per fare gli hot dog. Nella canzone “Planet, Schmanet, Janet” Brad infatti lo apostrofa come «you’re a hot dog» (anche qui è presente un gioco di parole, dato che hot dog è intendibile in inglese anche come cane in calore).

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Paolo Belluso, Flavio Merkel The Rocky Horror Picture Show. Non sognatelo, siatelo!, Gammalibri, 1983
  • Autori Vari The Rocky Horror Picture Show, BluesBrothers Edizioni, 1991
  • Antonella Rotti, Isabella Rotti, Federico Lamastra Rocky Horror. 25 anni di cult, Leonardo Periodici, 1998. ISBN 8886482272

The Butler – Un maggiordomo alla Casa Bianca

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The Butler – Un maggiordomo alla Casa Bianca
TheButler.JPG
Il logo del film.
Titolo originale The Butler
Lingua originale inglese
Paese di produzione Stati Uniti d’America
Anno 2013
Durata 113 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere biograficodrammatico, politico
Regia Lee Daniels
Soggetto Wil Haygood (articolo A Butler Well Served by This Election)
Sceneggiatura Lee DanielsDanny Strong
Produttore Lee DanielsCassian Elwes,Buddy PatrickLaura Ziskin
Produttore esecutivo Danny StrongMichael Finley,Len BlavatnikJames T. Bruce IVElizabeth DestroAviv Giladi,Adonis HadjiantonasVince HoldenBrett JohnsonSheila JohnsonJordan KesslerAdam MerimsDavid RanesMatthew SallowayHilary ShorEarl W. StaffordR. Bryan Wright
Casa diproduzione Laura Ziskin Productions,Salloway Rubenstein ProductionsWindy Hill Pictures
Distribuzione(Italia) Videa CDE
Fotografia Andrew Dunn
Montaggio Joe Klotz
Effetti speciali Edward Joubert
Musiche Rodrigo Leão
Scenografia Tim Galvin
Costumi Ruth E. Carter
Trucco LeDiedra Richard-Baldwin,Kellie Robinson
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

The Butler – Un maggiordomo alla Casa Bianca (The Butler) è un film drammatico del 2013 scritto e diretto da Lee Danielscon protagonista Forest Whitaker.

La pellicola è l’adattamento cinematografico dell’articolo di giornale A Butler Well Served by This Election[1], scritto dal giornalista Wil Haygood e pubblicato sul The Washington Post, che narra la vicenda di Eugene Allenmaggiordomo della Casa Bianca per più di trent’anni. Nel film il nome del protagonista è stato modificato in Cecil Gaines.

 

 

Trama[modifica | modifica sorgente]

Il maggiordomo Cecil Gaines lavora alla Casa Bianca dal 1952 al 1986, sotto otto diversi Presidenti degli Stati Uniti d’America, in ordine: Harry TrumanDwight D. EisenhowerJohn Fitzgerald KennedyLyndon B. JohnsonRichard NixonGerald Ford,Jimmy Carter e Ronald Reagan.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Cast[modifica | modifica sorgente]

Budget[modifica | modifica sorgente]

Il budget del film si aggira intorno ai 25 milioni di dollari[7].

Riprese[modifica | modifica sorgente]

Le riprese del film iniziano il 6 agosto e terminano il 7 ottobre 2012[7]; sono state effettuate interamente nello stato dellaLouisiana, nella città di New Orleans[8].

Distribuzione[modifica | modifica sorgente]

Il primo trailer del film viene distribuito online il 7 maggio 2013[9].

La pellicola è stata distribuita nelle sale cinematografiche statunitensi a partire dal 16 agosto 2013[10], mentre in Italia il 1° gennaio 2014.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (ENA Butler Well Served by This Election. Washington Post. Politics. 2008-11-07.
  2. ^ (ENJackie Kennedy, Imdb Official Site. URL consultato l’08-05-2013.
  3. ^ (ENJohn F. Kennedy, Imdb Official Site. URL consultato l’08-05-2013.
  4. ^ (ENLyndon B. Johnson, Imdb Official Site. URL consultato l’08-05-2013.
  5. ^ (ENOprah Winfrey, Imdb Official Site. URL consultato l’08-05-2013.
  6. ^ (ENAttori, Imdb Official Site. URL consultato l’08-05-2013.
  7. ^ a b (ENInfo film, Imdb Official Site. URL consultato l’08-05-2013.
  8. ^ (ENLocation, Imdb Official Site. URL consultato l’08-05-2013.
  9. ^ (ENTrailer, hd-trailers.net. URL consultato l’08-05-2013.
  10. ^ (ENRelease, Imdb Official Site. URL consultato l’08-05-2013.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

UN BOSS IN SALOTTO

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Film futuri
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Un boss in salotto
Titolo originale Un boss in salotto
Lingua originale italiana
Paese di produzione Italia
Anno 2014
Durata
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2,35 : 1
Genere commedia
Regia Luca Miniero
Sceneggiatura Luca Miniero
Produttore Riccardo TozziMarco Chimenz,Giovanni Stabilini
Casa diproduzione CattleyaWarner Bros.
Distribuzione(Italia) Warner Bros.
Fotografia Federico Angelucci
Musiche Umberto Scipione
Scenografia Monica Vittucci
Trucco Barbara Pellegrini
Interpreti e personaggi

Un boss in salotto è un film commedia del 2014 scritto e diretto da Luca Miniero, con protagonisti Paola Cortellesi e Rocco Papaleo.

 

 

Trama[modifica | modifica sorgente]

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Produzione[modifica | modifica sorgente]

Per questo film viene proposta la diretta streaming delle riprese, il 30 maggio 2013, senza l’utilizzo di filtri né effetti, cosa finora inedita per una produzione cinematografica italiana[1].

Distribuzione[modifica | modifica sorgente]

Il primo trailer del film viene diffuso il 22 novembre 2013 dal canale You Tube della Warner Bros.[2].

Il film verrà distribuito nelle sale cinematografiche italiane a partire dal 1º gennaio 2014[3].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (ITRiprese streamingMovieplayer.itURL consultato il 26-11-2013.
  2. ^ (ITTrailerWarner Bros. su You TubeURL consultato il 26-11-2013.
  3. ^ (ITRelease italianaMYmoviesURL consultato il 26-11-2013.

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American Hustle – L’apparenza inganna

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American Hustle – L’apparenza inganna
American Hustle.JPG
Bradley Cooper e Christian Bale in una scena del film.
Titolo originale American Hustle
Paese di produzione USA
Anno 2013
Durata 138 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia David O. Russell
Sceneggiatura David O. RussellEric Warren Singer
Produttore Charles RovenRichard Suckle,Megan Ellison
Produttore esecutivo Matthew BudmanJonathan GordonGeorge Parra
Casa diproduzione Atlas Entertainment
Annapurna Pictures
Distribuzione(Italia) Eagle Pictures
Fotografia Linus Sandgren
Montaggio Jay CassidyCrispin Struthers,Alan Baumgarten
Musiche Danny Elfman
Scenografia Judy Becker
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

American Hustle – L’apparenza inganna (American Hustle) è un film del 2013 diretto da David O. Russell.

Il film è incentrato su eventi reali e racconta l’operazione Abscam, creata dall’F.B.I. verso la fine degli anni settanta per indagare sulla corruzione dilagante nel Congresso degli Stati Uniti d’America e altre organizzazioni governative.

 

 

Trama[modifica | modifica sorgente]

Verso la fine degli anni settanta, il truffatore finanziario Irving Rosenfeld e la sua socia, nonché amante, si trovano loro malgrado a lavorare a fianco dell’agente federale Richie DiMaso per vendicare una serie di politici e mafiosi, tra cui Carmine Polito, l’imprevedibile sindaco della povera città di Camden, in New Jersey.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Il film si basa su una sceneggiatura scritta da Eric Warren Singer, inizialmente intitolata American Bullshit, inclusa nella black list del 2010, una classifica delle 10 migliori sceneggiature non prodotte. Inizialmente per dirigere la pellicola fu consideratoBen Affleck.[1]

Le riprese hanno avuto luogo principalmente nello stato del Massachusetts, nei dintorni di Boston. Nell’aprile 2013 le riprese hanno avuto un periodo di pausa a causa dell’attentato alla maratona di Boston.[2]

Distribuzione[modifica | modifica sorgente]

Il film è stato distribuito nelle sale cinematografiche statunitensi limitatamente il 13 dicembre e in vasta scala dal 25 dicembre 2013, a cura della Sony Pictures. La distribuzione in Italia è prevista per 1º gennaio 2014. Il primo trailer italiano viene diffuso il 1º ottobre 2013 dalla Eagle Pictures [3].

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (ENBen Affleck Eyes Black List Abscam Drama ‘American Bullshit’ As Next Directing Gig, deadline.com. URL consultato il 31 luglio 2013.
  2. ^ (ENBoston Manhunt Forces Shutdown on Bradley Cooper-Jennifer Lawrence-Christian Bale Film ‘American Hustle’, movies.yahoo.com. URL consultato il 31 luglio 2013.
  3. ^ (ITAmerican Hustle di David O. Russell: ecco il primo trailer italiano, Voto10.it.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

morto il professore della 3C Antonio Allocca

Antonio Allocca (Portici24 giugno 1937 – Marcianise31 dicembre 2013) è stato un attore italiano.

 

 

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Comincia la sua attività di attore già nel 1956, successivamente nel 1958, dopo aver vinto un concorso organizzato da di Eduardo De Filippo, è al Piccolo di Milano con Pulcinella in cerca della sua fortuna per Napoli. Nel 1962 debutta in due adattamenti cinematografici per la televisione, Ditegli sempre di sì e Napoli Milionaria, entrambi di Eduardo De Filippo.[1]

Alterna il teatro al cinema e si trova a lavorare con attori del calibro di Nino Taranto (resterà oltre 10 anni nella sua compagnia), Erminio MacarioUgo TognazziGian Maria Volontè,Paolo VillaggioMario ScacciaRenato PozzettoLuciano SalceStenoNanni Loy ed altri. L’esordio cinematografico è nel 1974 con Farfallon, diretto da Riccardo Pazzaglia, e da allora ha interpretato numerose pellicole in ruoli di supporto. Ha fatto anche televisione, con le tre stagioni de I ragazzi della 3ª C dove era l’inflessibile professore d’italiano che proponeva il tormentone del voto basso a Fabrizio Bracconeri (“Sacchi… 3!“).

Nel 1988 partecipa al film giallo per bambini Operazione Pappagallo del regista romano Marco Di Tillo, su sceneggiatura di Piero ChiambrettiClaudio Delle Fratte e Marco Di Tillo. Nel cast del film Leo GullottaDidi PeregoTiberio MurgiaSyusy Blady e Nicola Pistoia. Nel 1995 riceve un riconoscimento alla carriera, il Premio Antonio De Curtis targa speciale del Consiglio di Presidenza per il teatro.

Tra il 1998 e il 1999 collabora in teatro con il regista Arnolfo Petri, interpretando “L’Albergo del Libero scambio” di Georges Feydeau e “Gran Varietà Portorico” dello stesso Petri. Muore il 31 dicembre del 2013 nella sua casa di Marcianise, in provincia di Caserta, ove si era stabilito da tempo. In quel paese, in collaborazione con Isaia Fuschetti, aveva tenuto un corso di teatro negli anni Novanta, al quale avevano partecipato numerosi allievi.

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Televisione[modifica | modifica sorgente]

Cinema[modifica | modifica sorgente]

La kryptonite nella borsa

 
La kryptonite nella borsa
La kryptonite nella borsa.JPG
Una scena del film.
Titolo originale La kryptonite nella borsa
Paese di produzione Italia
Anno 2011
Durata 98 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere commediadrammatico
Regia Ivan Cotroneo
Soggetto Ivan Cotroneo
Sceneggiatura Monica RamettaLudovica RampoldiIvan Cotroneo
Produttore Nicola Giuliano, Francesca Cima, Carlotta Calori (produttore associato)
Produttore esecutivo Viola Prestieri
Casa diproduzione Indigo Film in collaborazione conRai Cinema
Distribuzione(Italia) Lucky Red
Fotografia Luca Bigazzi
Montaggio Giogio’ FranchiniDonatella Ruggiero
Musiche Pasquale Catalano
Scenografia Lino Fiorito
Interpreti e personaggi
Premi

La kryptonite nella borsa è un film del 2011 diretto da Ivan Cotroneo, al suo esordio alla regia, tratto dal suo omonimo romanzo pubblicato nel 2007 da Bompiani, presentato in concorso al Festival Internazionale del Film di Roma 2011.

 

 

Trama[modifica | modifica sorgente]

Nella Napoli del 1973, Peppino Sansone, un sensibile bambino di 9 anni impacciato e occhialuto, vive in una famiglia alquanto bizzarra e sopra le righe; sua madre Rosaria è entrata in depressione e si è chiusa in un angosciante silenzio, dopo aver scoperto i tradimenti del marito commerciante. Il padre cerca di distrarre il figlio dalle vicende familiari regalandogli tre pulcinida allevare come animali da compagnia, che però faranno una brutta fine. A distrarre Peppino ci pensano i giovani zii hippie, Salvatore e Titina, che lo coinvolgono in feste in discoteca e manifestazioni femministe. Ma il più grande amico di Peppino è suo cugino Gennaro, un tipo strano che si crede Superman. Quando il cugino muore improvvisamente investito da un autobus, Peppino, grazie alla sua fantasia, lo riporta in vita nel suo immaginario, come supereroe e maestro di vita. Grazie ai suoi ‘consigli’, Peppino affronta le vicissitudini quotidiane e si avvicina al complicato mondo degli adulti.

Tra l’altro da alcuni dettagli si capisce che la morte di Gennaro è stata forse causata dalla sua inespressa omosessualità e sul finale del film il ragazzo insegna al bambino ad essere quello che si è, valorizzando le proprie diversità personali.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Il film è prodotto da Indigo Film in collaborazione con Rai Cinema e il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali(MiBAC). È stato girato interamente a Napoli tra maggio e giugno del 2011.

Distribuzione[modifica | modifica sorgente]

Il film è stato distribuito nelle sale dalla Lucky Red in data 4 novembre 2011.

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Il 4 marzo 2012, nell’ ambito delle iniziative connesse al Festival del Cinema di Porretta Terme, il film è stato proiettato al cinema Kursaal della cittadina emiliana, in presenza del regista, successivamente premiato dagli organizzatori della manifestazione cinematografica.[1] [2] [3] Il film ha successivamente ottenuto cinque candidature ai David di Donatello 2012.[4] e tre nominations per il Nastro d’Argento 2012 tra cui quella come migliore commedia.[5] di seguito la lista dei principali riconoscimenti a livello nazionale:

Il film si è aggiudicato il Grand Prix del Festival del cinema italiano di Annecy, che ha premiato anche l’ attrice Valeria Golino, per la migliore interpretazione femminile.[6]

Colonna sonora[modifica | modifica sorgente]

Nella colonna sonora del film sono inclusi alcuni successi musicali degli anni ’60, ed una cover di These Boots Are Made for Walkin’ di Nancy Sinatra eseguita dai Planet Funk. Cotroneo stesso ha diretto il videoclip che accompagna il brano e che coinvolge diversi attori del film. Degna di nota la presenza del brano Life on Mars? di David Bowie in una scena topica del film. Degna di nota anche la presenza di “Lust for Life” di Iggy Pop, che però è del 1977 (il film è ambientato nel 1973).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Il regista Carlo Mazzacurati ospite del Porretta Festival, L’Unità, 21 febbraio 2012. URL consultato il 17-06-2012.
  2. ^ Porretta Cinema:11esima edizione conCarlo Mazzacurati, ma è come se fosse il 1960, Il fatto Quotidiano, 25 febbraio 2012. URL consultato il 17-06-2012.
  3. ^ Eventi Bologna, La Repubblica pag. 12, 03 marzo 2012. URL consultato il 17-06-2012.
  4. ^ CANDIDATURE PREMI DAVID 2011-2012, daviddidonatello.it. URL consultato il 13 aprile 2012.
  5. ^ Alessandra Vitali, Nastri, sfida fra Giordana e Ozpetek ai fratelli Taviani il “Nastro dell’anno”, La Repubblica, 04 giugno 2012. URL consultato il 17-06-2012.
  6. ^ «La kryptonite nella borsa» vince il Festival di Annecy, Corriere della Sera, 9 ottobre 2012. URL consultato il 14-10-2012.

Area Paradiso

« Ho girato un film on the road, ma senza muovermi. »
(Diego Abatantuono in un’intervista prima dell’uscita del film[1])
« Tutti noi abbiamo qualche piccola avventura da raccontare, capitata durante i nostri viaggi in autostrada. »
(Diego Abatantuono in un’intervista prima dell’uscita del film[1])

Area Paradiso è un film italiano del 2012 che segna l’esordio alla regia di Diego Abatantuono e Armando Trivellini.[2]

Il film è stata presentato in anteprima al Roma Fiction Fest il 26 settembre 2011[3] e trasmesso per la prima volta in TV suCanale 5 il 6 aprile 2012, in prima serata.

 

 

Trama[modifica | modifica sorgente]

Il film narra le sorti di un piccolo autogrill chiamato OvoOil, situato sulle colline toscane (in una zona non meglio definita) e di un gruppo di persone che insieme gestiscono questa piccola attività.
La pacifica routine della comunità che ruota intorno al grill viene sconvolta da una lettera raccomandata della direzione generale della società Ovo, che possiede lo stabile: a causa della crisi economica e del transito sempre più ridotto su quel tratto di strada la Ovo potrebbe dover chiudere il grill. A poca distanza, infatti, sorge un altro grill della stessa società e proprio questa vicinanza ha reso uno delle due stazioni di servizio superflua.
Per decidere quale stazione chiudere la Ovo decreta che ci sarà una gara tra le due concorrenti: alla fine di un periodo di valutazione, il grill che avrà prodotto più fatturato e avrà migliorato di più la qualità del servizio rimarrà aperto, mentre l’altro dovrà chiudere.

I due grill danno immediatamente inizio ad una guerra per la sopravvivenza, durante la quale si susseguiranno colpi bassi e situazioni comiche. In questa fase centrale del film vengono, inoltre, messe in evidenza tutta una serie di qualità umane e legami sociali che possono affiorare in un momento di difficoltà, tra cui, l’amicizia, l’amore, la solidarietà e il rispetto reciproco.

Personaggi[modifica | modifica sorgente]

Area Paradiso è un ambiente popolato da persone molto differenti che lavorando insieme da molti anni si conoscono a fondo e riescono a sopportare vicendevolmente il lato peggiore dell’altro e ad apprezzare ciò che di buono ognuno può offrire.

  • Furio, l’addetto alle pompe di benzina. La sua vita sembra legata a doppio filo all’area di sosta dalla quale non esce da quindici anni, forse a causa della sua fobia dell’auto. È caratterizzato da un cappello da marinaio dal quale non si separa mai.
  • Poldo, il direttore dell’area di servizio. Data la sua passione per il gioco d’azzardo e per i cavalli da corsa si trova indebitato fino al collo e invischiato in una brutta vicenda con delle persone poco raccomandabili.
  • Saman, l’aiuto meccanico. Sembra vivere in un mondo tutto suo, è un po’ tonto e facile ai frantendimenti: la mascotte del gruppo.
  • Aurelio, il meccanico. La sua storia ruota fondamentalmente intorno all’attesa di Rosa, una ragazza molto attraente che dovrebbe arrivare dall’Argentina per sposarlo. È il migliore amico di Saman.
  • Wanda, la prosperosa e avvenente donna delle pulizie. È la protagonista assoluta delle scritte nei bagni del grill.
  • Marisa, l’affascinante barista. È la moglie di Poldo, anche se le cose non sembrano andare bene tra di loro.
  • Sonia, la sorella di Rosa. Si presenta un giorno da Aurelio per informarlo che sua sorella è ancora in Argentina, ma che partirà al più presto.
  • Romeo, il cuoco. La sua passione per la marijuana supera di gran lunga quella per la cucina.
  • Luciano, l’aiuto cuoco. Verrà affiancato a Romeo come aiutante, ma sarà ben presto chiaro che la cucina non è il suo unico talento.
  • Ruggero, l’organizzatore di pacchetti “Ultimo Grande Viaggio” per persone anziane. È il fornitore ufficiale di clienti dell’Area Paradiso.
  • Martino, il figlio di Furio. Il suo sogno è diventare un grande trombettista.
  • Marco Guarente, il direttore del grill concorrente dell’Area Paradiso. È conosciuto da tutti con l’appellativo di Gheddafi, probabilmente per il suo modo di vestire.
  • Sting, il figlio di Poldo e Marisa. È il critico gastronomico ufficiale di Area Paradiso.

I luoghi[modifica | modifica sorgente]

Il film è stato interamente girato in una zona collinare della Toscana, nel comune di Rosignano Marittimo, in un piccolo bar-ristorante chiamato, appunto, “L’Ovo” e rinominato di recente Ristorante L’Ovo sodo – Area paradiso, in onore del film di Abatantuono.
Il ristorante sorge lungo la SR206 (Via Emilia) in località Scapigliato.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

  • È stata scritta da Diego Abatantuono, Armando Trivellini e Giovanni Bognetti[4].

Musiche[modifica | modifica sorgente]

Le musiche del film sono state composte da Federico De Robertis, che aveva già collaborato con Abatantuono curando le musiche del film Eccezzziunale veramente – Capitolo secondo… me.

Il tema principale del film è la canzone Hey there, composta da Umberto Smaila ma scritta e interpretata dal cantante Sagi Rei[5].

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Diego Abatantuono in una scena del film

  • Per pubblicizzare il film anche sulla piattaforma YouTubeAbatantuono ha collaborato, tra gli altri, con Daniele Doesn’t Matter, uno dei più noti youtubers italiani, alla produzione di un filmato che invitava gli utenti all’anteprima del film al Roma Fiction Fest.[6]
  • Le riprese sono state effettuate nell’estate del 2010 in provincia di Livorno lungo SR206, in una località detta l’Ovone per la presenza di un gigantesco uovo di gallina nei pressi di un casolare. Il bar-osteria l’Ovo e l’area circostante sono stati quindi trasformati in area di servizio, grazie all’abilità dello scenografo Paolo Sansoni, con la creazione di una finta pompa di benzina e il riadattamento di una vecchia costruzione ad officina.
  • La sala ristorante che si vede nel film invece non esiste ed è stata allestita per l’occasione in una vecchia casa colonica vicino ai locali del bar.
  • Per mesi sono circolate voci sulla possibile creazione di una serie-tv ispirata al film, voci, a quanto pare, mai smentite né confermate.[7]
  • Le riprese sono durate 5 settimane e si sono svolte durante l’estate del 2010.
  • Il luogo delle riprese è stato scelto dai due registi sia per la bellezza delle campagne in cui è immerso, sia per la sua funzionalità.
  • Il primo montaggio del film durava 3 ore.
  • La scena in cui Furio e Saman arrivano a Firenze è stata girata al Castello di Rosignano Marittimo che in questo modo, come spiega il regista Trivellini, diventa simbolo della Toscana medievale.

Ascolti[modifica | modifica sorgente]

Area Paradiso ha registrato un discreto successo, ottenendo circa 3,6 milioni di telespettatori e uno share del 16,1%.
Il film è stato battuto in prima serata solo dalla diretta della Via Crucis di Roma, andata in onda su Rai Uno ottenendo 4,1 milioni di telespettatori e il 17% di share.[8]

Messa in onda Telespettatori Share
6 aprile 2012 3.592.000 16,11%

Critica[modifica | modifica sorgente]

Nonostante il film sia stato premiato dagli ascolti[9] ha ricevuto critiche sostanzialmente positive[10], ma anche recensioni di carattere negativo, le quali hanno affermato che Area Paradiso non avrebbe mai avuto tanto successo se non fosse stato per programmi televisivi come Zelig e Colorado, dai quali il film prende la maggior parte del cast e dei quali ripronone uno stile comico abbastanza scontato e semplicistico, forse più adatto ai bambini che il venerdì aspettano Colorado che agli adulti che si aspettavano un film più impegnativo, dal carettere più simile alla vecchia commedia all’italiana.[11]

Commento dei registi[modifica | modifica sorgente]

« Area paradiso è una commedia, un film corale che racconta la storia di un gruppo variegato di persone in lotta per mantenere il posto di lavoro al tempo della crisi economica. È gente particolare, ognuno con la sua forza comica e umana, ma quel che abbiamo cercato di fare è raccontare in chiave divertente la storia di persone vere, convinti che la potenza della commedia sia quella di raccontare la verità facendo sorridere e quando si ha un cast come il nostro, l’impresa diventa decisamente un piacere.
È stato bello dirigere insieme attori così bravi in un clima di allegria e di amicizia ed è stato bello adattare un vecchio casale ad autogrill con tanto di ristorante, officina e pompe di benzina, immersi per cinque settimane tra le colline della Toscana. Speriamo che molto del clima vibrante che aleggiava sul set possa arrivare al pubblico attraverso il nostro film e sappiate che, anche se tutto quello che succede nel film è frutto d’invenzione, noi vorremmo tanto che fosse vero. Per poterci immaginare un mondo in cui persone diverse tra loro per carattere e storia personale abbiano il desiderio di mettersi a lavorare insieme per un obiettivo comune. Un po’ come abbiamo fatto noi due sul set: alla fine del ciak uno diceva: “buona”. L’altro diceva: “facciamone un’altra”. Ma, sotto sotto, sapevamo tutti e due che un po’ di ragione ce l’aveva anche l’altro. »
(Diego Abatantuono durante un’intervista prima dell’uscita del film[11])
« Avevo in mente da tempo di produrre una storia ambientata in un autogrill: luogo mitico per eccellenza, da cui passa ogni giorno tutto l’universo umano. Per chi lavora in un autogrill viaggiare è facile: tu stai fermo nello spazio, mentre tutto il mondo ti gira intorno. C’è gente particolare, ognuno con la sua forza comica e umana, ma quel che abbiamo cercato di fare è narrare in chiave divertente la storia di persone vere, convinti che la potenza della commedia sia quella di raccontare la verità facendo sorridere. »
(Diego Abatantuono durante un’intervista prima dell’uscita del film[12])
« La forza dell’idea di fare un film all’autogrill è questa: il Grill è il mondo in miniatura, un microcosmo che rappresenta perfettamente la società in cui è inserito, anche perché gli appartenenti a quella società passano da lì tutti i giorni. Come dice Furio “Dal Grill passa chiunque: i Pooh, un avvocato di Cosenza, Pupo, il Papa… nulla, però, è mai perfettamente statico, neanche l’Italia, per fortuna. È la legge universale dell’impermanenza! Diciamo che il nostro paese è solo molto più lento degli altri, come la nostra area di sosta, che in effetti non brilla per efficienza. »
(Armando Trivellini durante un’intervista prima dell’uscita del film[13])

Capitan Harlock

« L’universo è la mia casa… la voce sommessa di questo mare infinito mi invoca e mi invita a vivere senza catene… la mia bandiera è un simbolo di libertà »
(Capitan Harlock)
Capitan Harlock pirata spaziale
manga
Copertina del terzo volume italiano di Capitan Harlock

Copertina del terzo volume italiano di Capitan Harlock

Titolo originale Uchū kaizoku Kyaputen Hārokku
Autore Leiji Matsumoto
Editore Akita publishing
1ª edizione novembre 1976
Tankobon (completa)
Editore it. Panini Comics
Tankobon it. (completa)
Genere
Pirata Spaziale Capitan Harlock
serie TV anime
Titolo della serie

Titolo della serie

Titolo originale Uchū kaizoku Capiutan Harokku
Autore Leiji Matsumoto
Regia Rintarō
Sceneggiatura
Character design Kazuo Komatsubara
Mecha design Leiji Matsumoto
Studio Toei Animation
Musiche Seiji Yokoyama
Rete TV Asahi
1ª TV 14 marzo 1978 – 13 febbraio1979
Episodi 42 (completa)
Durata ep. 24
Reti italiane
1ª TV it. 9 aprile 1979
Episodi it. 42 (completa)
Durata ep. it. 24 min
Genere

Capitan Harlock (宇宙海賊キャプテンハーロック, Uchū kaizoku Kyaputen Hārokku?) è un manga di fantascienza scritto e illustrato da Leiji Matsumoto nel 1976, dal quale è stata tratta anche una serie televisiva anime di 42 episodi, prodotta nel 1978dalla Toei Animation, prima di una lunga serie di opere d’animazione ispirate allo stesso universo.

I primi 25 episodi sono stati importati in Italia e trasmessi per la prima volta su Rai 2 a partire dal 9 aprile 1979 all’interno delprogramma contenitore Buonasera con… Rita al circo con Rita Pavone; la serie completa è invece stata trasmessa sempre su Rai 2 a partire dal 18 settembre dello stesso anno[1][2]. Successivamente la serie è stata pubblicata dalla Yamato Video prima in VHS e quindi in DVD in versione integrale.

Capitan Harlock è la prima serie organica che ha per protagonista Capitan Harlock, il personaggio del manga scritto e illustrato da Matsumoto.[3]

Il 7 settembre 2013 è uscita in Giappone la pellicola in computer grafica intitolata “Space Pirate Captain Harlock” con Shun Oguri che dà la voce al protagonista.

 

 

Trama[modifica | modifica sorgente]

La storia ha inizio “Tanto tempo fa, nel lontano 2977″. Il Governo Unificato della Terra guida un pianeta in pace, in cui le persone vivono in uno stato di perenne indifferenza rispetto a quello che accade nel mondo ed intorno ad esso. Le macchine hanno sostituito l’uomo nei lavori più comuni. Il prezzo che ha pagato la Terra per l’avidità dell’uomo è stato lo spreco di tutte le sue risorse, i mari sono stati quasi prosciugati e molti beni vengono attinti da altri pianeti, perché ormai la Terra non è più produttiva.

La classe dirigente, rappresentata dal Primo Ministro, è intenta solo a racimolare voti alle elezioni e a negare l’evidenza di gravi problemi. Le persone che non condividono questo tipo di mentalità sono tenute ai margini della società, considerate fuorilegge (Capitan Harlock e la sua ciurma) o idealisti fuori di senno (il professor Dayu e la sua famiglia).

Questo stato di apatia non viene turbato nemmeno dall’arrivo sulla Terra di una misteriosa e gigantesca sfera nera, chiamataPennant, che precipitando causa un immane disastro, oltre che la morte di alcuni eminenti scienziati, tra cui il professor Dayu. Harlock inizia ad indagare su questa sfera e scopre che l’oggetto, coperto da strane iscrizioni, è stato inviato come monito dal potente pianeta Mazone, che vuole conquistare la Terra e trasformarla nella sua seconda patria. Comincia quindi una guerra solitaria a bordo della sua astronave Arcadia contro le Mazoniane, per salvare la Terra. A lui si unisce, per spirito di vendetta e ribellione verso la società indifferente, Tadashi Dayo, figlio dello scienziato morto.

Capitan Harlock, quando non è in combattimento, trova il tempo di scendere sulla Terra e fare visita a Mayu, figlia del suo migliore amico. Mayu ha sette anni e vive in un collegio, dove viene spesso maltrattata a causa della sua amicizia con il pirata spaziale (che legalmente è il suo tutore) e viene spesso utilizzata come esca dal ministro della difesa Kirita per cercare di catturare Harlock.

Nonostante i trucchi e le trappole organizzate dagli umani e dalle Mazoniane per distruggere Harlock e l’Arcadia, riesce sempre a sfuggire e vincere le battaglie. Aiutato anche dallo spirito dell’amico morto Tochiro Oyama (padre di Mayu e costruttore dell’Arcadia), rimasto nella nave pirata, riesce a danneggiare fortemente la flotta mazoniana e a salvare la Terra. Infine, Harlock si scontra in duello con la regina delle Mazoniane chiamata Raflesia e dopo averla ferita la costringe ad abbandonare i suoi propositi di conquista. Infine Harlock, abbandonando i membri del suo equipaggio per permetter loro di costruirsi una vita sulla Terra, salpa per il cosmo. È l’anno 2979. Si evince quindi che la guerra contro Raflesia e l’intera serie spazia per la durata di due anni.

Qualità tecnica[modifica | modifica sorgente]

Questa prima serie ha un tratto grafico eterogeneo (determinato dalla compresenza di tanti animatori diversi) con episodi che palesano variazioni stilistico-grafiche del disegno. Ciò determina differenze sensibili in termini di qualità dell’animazione, come d’altra parte all’epoca non era raro nelle serie giapponesi coeve (per esempio, in Daitarn III). La qualità della grafica, come è normale, non è necessariamente correlata e proporzionale a quella della narrazione.

La bandiera pirata di Capitan Harlock issata sull’Arcadia

La colonna sonora, composta da Seiji Yokoyama, è una delle più apprezzate degli anime giapponesi ed è registrata con la Columbia Symphonic Orchestra (diretta da Hiroshi Kumagai), costituita da oltre 40 elementi. Utilizza temi classici, con ispirazione al “genere” musicale dei film d’avventura cappa e spada. Non mancano strumenti moderni e alcune melodie con ocarina o per arpa, strumenti peculiari di due personaggi della serie. Molto usato anche il pianoforte, gli archi e alcuni strumenti a percussione. Sono presenti, anche se minoritari rispetto ai brani solo strumentali, alcuni pezzi cantati. Nell’insieme questi brani coprono tutta la gamma di emozioni e di situazioni presenti nell’opera, dalle scene di introspezione psicologica alle battaglie mortali.

Personaggi[modifica | modifica sorgente]

  • Capitan Harlock: doppiato da Gianni Giuliano, è il protagonista della storia, un pirata misterioso e taciturno, che viaggia attraverso lo spazio. Il suo aspetto è inconfondibile, con un enorme mantello nero e la cicatrice sul volto; della sua vita passata, si sa che è stato amico di Tochiro Oyama, il geniale costruttore della nave spaziale. Harlock è una persona idealista, romantica, capace anche di azioni violente e coraggiose. La sua visione della società terrestre è molto critica ma si sforza di credere a un mondo migliore per pochi meritevoli. In tutti i paesi in cui il fumetto è stato tradotto Capitan Harlock non ha mai cambiato nome, tranne che in Francia, dove è stato ribattezzato “Capitaine Albator”, apparentemente per evitare confusione con il marinaio chiamato “Capitaine Haddock”, personaggio del fumetto belga Tintin.
  • Mayu: doppiata da Antonella Rendina, è la piccola figlia di Tochiro ed Esmeralda, di cui Harlock è il tutore. Il pirata le è profondamente legato e spesso torna sulla Terra per incontrarla.
  • Tadashi Dayo (e il padre, il Professor Dayo): è un ragazzo di 14 anni e ha perso la madre in un incidente spaziale qualche anno prima dell’inizio della storia. Il padre, il professor Dayo, un astronomo di spicco, ha cercato inutilmente e caparbiamente di allertare il governo terrestre della minaccia aliena, ma è stato ignorato e siccome egli aveva intuito la gravità dei fatti venne ucciso dalle mazoniane. Anche il figlio Tadashi rischiò la vita, ma venne salvato da Harlock. Passato un periodo sull’Arcadia, fu poi perseguitato dai terrestri per la sospetta affiliazione con i pirati spaziali. Scappato dalla custodia dei suoi aguzzini, tornò da Harlock, giurando sulla bandiera della nave e da allora combatté con l’Arcadia. Odia profondamente le Mazoniane per l’assassinio del padre, e ha un temperamento molto avventato e rabbioso. Nondimeno Harlock lo perdona sempre per i suoi errori, soprattutto perché rivede in lui se stesso da giovane, doppiato da Massimo Rossi 1 voce, Claudio De Angelis 2 voce.
  • Yuki Key: unica ragazza della ciurma, è figlia di uno scienziato morto in un incidente, che poi scoprirà essere stato causato dal fidanzato. Persa anche la madre, morta di crepacuore dopo il marito, viene scoperta a bordo di un’astronave come clandestina, ma il caso vuole che l’Arcadia assalti la nave e trovi Yuki in cella. Lei chiede di entrare in servizio come pirata. Diventa Ufficiale di Bordo ed è generalmente presente sulla plancia comando. Il suo temperamento è solitamente calmo e riflessivo. Per Tadashi dimostra qualcosa di più che una fraterna attenzione, ma almeno durante i due anni a bordo non accade nulla, con il ragazzo troppo immaturo e rabbioso per pensare ad altro che alla vendetta del padre. doppiata da Anna Leonardi
  • Meeme: aliena del Pianeta Yura, su cui la guerra nucleare prima e strane piante aggressive poi hanno sterminato la popolazione. Harlock la trovò quasi per caso, e da allora lei gli è devota fino alla morte. Suona l’arpa e si nutre solo di alcol, è vestita con una vestaglia viola, e ha la caratteristica di non avere la bocca, mentre gli occhi sono giallo limone, senza pupille. Dolce e servizievole con Harlock, se necessario si batte fino alla fine con estrema e insospettabile forza per il suo capitano.
  • Yattaran: altro membro dell’equipaggio di rilievo, questo ragazzo tarchiato e occhialuto, con i capelli chiari, è un genio della scienza, con la passione per i modellini di ogni genere. Svagato e perso nelle sue fantasie, spesso disobbedisce ad Harlock perché non ha ancora costruito il suo modellino, ma interviene comunque in tempo per risolvere la situazione quando richiesto. In amore è sfortunato, come si vede nell’episodio 23, che parla della sua vita precedente all’imbarco. doppiato da Leo Gullotta
  • Dottor Zero: medico di bordo, è un ometto di poche parole, intento a bere sakè e a litigare con Masu, la cuoca di bordo. Nonostante la sua professionalità sia poco appariscente, i suoi servizi sono di grande importanza in numerose occasioni, anche quando si tratta di salvare delle mazoniane, doppiato da Sergio Di Stefano
  • Masu: la cuoca di bordo, una vecchia inacidita e brontolona, cucina male ma difficilmente qualcuno ha il coraggio di protestare. In genere se ne sta in cucina, oppure litiga con il Dottor Zero, o insegue gli animali della ciurma (il gatto del dottore e l’uccello di Harlock), doppiata da Alina Moradei
  • Maji: capomacchinista dell’Arcadia, è una persona che ha pochi contatti con il resto dell’equipaggio, e nel suo passato ha la terribile esperienza di avere sposato una splendida donna che si è rivelata una mazoniana. Da allora viaggia con Harlock alla ricerca della figlia, rapita dalle Mazoniane , doppiato da Giorgio Lopez
  • Il computer: nell’Arcadia vi sono in tutto una quarantina di persone, ma aleggia anche un’altra presenza. Nel locale computer vi è una macchina particolare, che dà chiari segni di un comportamento anormale per una macchina, e più consono a un uomo; l’enorme calcolatore di bordo ha infatti in sé lo spirito del suo creatore, Tochiro, che anche dopo la morte è voluto rimanere a bordo della nave di Harlock.
  • Altri membri dell’equipaggio: sebbene l’Arcadia abbia diverse altre persone a bordo, la loro presenza è molto trascurata, e difficilmente esse recitano un qualche ruolo in prima persona.
  • Il Primo Ministro: basso, baffetti, occhiali quadrati, il Presidente del governo terrestre è una persona di qualità infime, teso a speculare grazie alla sua posizione e interessato ad argomenti venali e al controllo delle masse tramite il benessere diffuso. È presuntuoso e furbesco, con idee furbe e ottuse al tempo stesso, e interessato solo a cose che non mettano in discussione la sua posizione. doppiato da Romano Malaspina
  • Il Consigliere Kirita: personaggio ambiguo, portato a gesti sleali (come il rapimento di Mayu) pur di catturare Harlock, che è il suo principale interesse. A un certo punto si accorge che le Mazoniane non solo esistono, ma sono anche una vera minaccia. A quel punto si allea con Harlock, e muore per difendere la sala del computer dell’Arcadia, assaltato da un reparto di mazoniane durante uno degli episodi più drammatici della serie. Non saprà mai, però, che in quello stesso locale è morta anche Namino Shizuka, che lui credeva essere una terrestre. doppiato da Michele Kalamera
  • Namino Shizuka: una mazoniana infiltrata che passava come terrestre, usa il consigliere Kirita per entrare nell’Arcadia. Dopo che ci riesce, grazie alle raccomandazioni dell’ex-nemico di Harlock, sabota i macchinari dell’astronave, tenta di sedurre Harlock, ma si innamora di lui e in seguito viene scoperta per la sua reale natura. Allontanata dall’Arcadia, viene attaccata anche dalle astronavi mazoniane che non le perdonano di avere fallito il compito. Ma Harlock ordina di salvare Namino e di riportarla a bordo. Nonostante le ferite, lei sopravvive alla battaglia, ma a quel punto non ha più un posto dove restare, se non come prigioniera dell’Arcadia. Sceglie diversamente, e simulando di avere una bomba con sé minaccia di distruggere il computer della nave. Viene uccisa da Tadashi. Scoperto il trucco, le vengono tributati funerali ufficiali, avvolta nella bandiera dei pirati. Harlock la porta sul ponte e la lascia andare nello spazio.
  • Regina Raflesia: (per l’esattezza Rafflesia nell’edizione originale). Regina di Mazone, una delle mazoniane più belle, alta e dall’aspetto delicato, monarca assoluta del suo popolo in cammino dal pianeta Mazone alla Terra: è una donna dotata di grande carisma, ma anche sola con il peso della sua responsabilità. Ordina spesso azioni violente contro i dissidenti, e diventa più pericolosa mano a mano che Harlock le causa problemi. Perde il suo potere materiale quando l’Arcadia le distrugge la flotta. Harlock l’affronta nel 41º episodio e la spoglia con un colpo di spada. Le ordina di andarsene con la sua gente, senza ucciderla. Raflesia vuole che Harlock la rispetti, una volta messo di fronte alla sua superiorità da sconfitto, ma ottiene il suo disprezzo quando è costretta a ricorrere all’espediente di rapire Mayu, così da riaffermare il suo comando. doppiata da Noemi Gifuni.

Voce narrante Silvio Spaccesi

Episodi[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Episodi di Capitan Harlock.

Sigla italiana[modifica | modifica sorgente]

La sigla italiana Capitan Harlock fu un notevole successo discografico, toccando la seconda posizione dei singoli[4]: scritta da Luigi Albertelli e con la musica di Vince Tempera, venne eseguita dalla “banda dei bucanieri” e pubblicata dalla Fonit Cetra come 45 giri nel 1979. Venne in seguito ripubblicata su CD nel 2005 dalla Warner Music nell’albumGoldrake & Supersigle.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Yattaran è la caricatura di Kaoru Shintani, fumettista appassionato di modellismo soprattutto aeronautico, che per lungo tempo fu assistente di Matsumoto.
  • Il nome della regina delle Mazoniane sembra apparentemente ispirato alla Rafflesia, un fiore indonesiano, di dimensioni gigantesche e dall’odore sgradevole.

Le belle donne che bruciano come carta[modifica | modifica sorgente]

Le Mazoniane, il popolo che dallo spazio profondo si avvicina alla Terra, appaiono per la prima volta nel secondo episodio, anche se il mistero su di loro non si risolve in quella puntata. La loro natura sarà meglio rivelata nel terzo episodio, quando il padre di Tadashi viene ucciso da una di loro.

Fisiologia e società[modifica | modifica sorgente]

Nonostante la somiglianza esteriore, esse effettivamente hanno una fisiologia del tutto differente da quella degli esseri umani. Infatti sono esseri con un metabolismo del tutto dissimile, perché di natura vegetale e non animale, come dimostra il colore verde che in genere hanno. Una loro caratteristica raccapricciante è l’autocombustione: quando uccise bruciano fino a incenerire totalmente. L’episodio 3, intitolato “La donna che brucia come carta” lo dimostra per la prima volta. Le fiamme bluastre che si sprigionano (per un tempo tra l’altro davvero breve per incenerire un essere umanoide dalla massa di decine di chilogrammi) le avvolgono lasciandone solo un mucchio di cenere.

Un’altra caratteristica è che esse non hanno bisogno della sessualità per riprodursi, a dispetto delle succinte ed eleganti uniformi che indossano. Nell’episodio 17 Maki, il macchinista dell’Arcadia, scopre che la figlia che credeva sua non è veramente tale. Esse sono generate da particolari piante, simili ad enormi cavolfiori. Però, anche i singoli individui sono capaci di generare, come si osserva nel 40º episodio. Un altro indizio della capacità di generare in maniera diretta da parte dei mazoniani è dato dalle immagini dei civili nelle navette di vari episodi, come il 26º. Probabilmente, le militari sono una sorta di casta a sé, che viene fatta nascere ed allevata separatamente. È una sorta di suddivisione sociale altamente specializzata, come con le formiche.

Ma la loro caratteristica più eminente è la loro bellezza e perfezione fisica, simile a quella delle modelle in voga a partire dagli anni settanta. Le mazoniane hanno un aspetto delicato, mani lunghe, statura alta, pelle luminosa, capelli generalmente verdi, lunghissimi, sciolti, lisci e fluenti (sono forse funzionali al metabolismo, in ogni caso appaiono pensati con l’equazione foglie=capelli, come si vede anche nelle scene in cui si dimostrano capaci di trasformarsi anche in piante). La bellezza delle mazoniane non manca di colpire profondamente i compagni di Harlock (e talvolta anche lui, che pure è di animo imperturbabile). Ma la loro indole non è altrettanto gradevole e se devono, uccidono i terrestri senza pietà. Loro non sono esseri umani, e non considerano gli umani importanti. Inoltre, la società militare di Mazone ha un regime tanto rigido, e un popolo così numeroso, che la vita dei mazoniani stessi non pare particolarmente tenuta in considerazione.

La società mazoniana è di tipo matriarcale: sono le femmine ad avere il controllo di tutto, mentre i maschi sono quasi invisibili, senza alcun ruolo militare, e relegati nella massa della popolazione civile. Il che non è di poco conto, perché la società mazoniana è, almeno nell’epoca descritta, fortemente militarizzata. Come le Amazzoni, da cui probabilmente il nome, le mazoniane sono infatti un popolo guerriero, disposte senza battere ciglio a combattere fino alla morte contro i nemici esterni e talvolta anche interni.

Differenze tra il manga e l’anime[modifica | modifica sorgente]

Mayu è stata inserita nella serie animata e il suo compito è in un certo qual modo di “addolcire” il carattere di Harlock. Viene anche rapita da Raflesia, che non sapendo come fermare il pirata, a un certo punto sceglie di percorrere la strada più meschina (scatenando la furia di Harlock). Anche Laura, la bellissima mazoniana che fugge dall’Arcadia ingannando Tadashi facendogli credere di essere sua madre con i suoi poteri ipnotici, non compare nel fumetto originale.

Non risultano, invece, nell’anime scene come quella in cui due mazoniane vengono uccise dall’equipaggio dell’Arcadia dopo che si sono introdotte nell’asteroide-base dell’Arcadia. Accade che, in una missione di ricognizione, si fermino con le loro navette per giocare con una palla, dimostrando di essere creature amanti anche del gioco. Ma proprio in quel momento, Yattaran provoca accidentalmente un’esplosione nel suo laboratorio e le mazoniane percepiscono la scossa. Incuriosite, si mettono a investigare e scoprono un accesso all’interno della base-asteroide. Harlock dice a Yattaran di occuparsene, perché a causa sua hanno scoperto la natura dell’asteroide. Yattaran le trova in riva al mare artificiale, commosse a guardare il tramonto del sole artificiale. Dice loro che non vorrebbe ucciderle, loro gli parlano ma in una lingua sconosciuta. Tuttavia non si vogliono arrendere e lui è costretto ad ucciderle. La cosa gli peserà nella coscienza, ed ha scosso profondamente l’equipaggio, perché capiscono che i loro nemici hanno un cuore, che gli somigliano molto in termini di sentimenti.

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Anche il personaggio fatale di Namino Shizuka è molto più sviluppato che nel manga, ma anche più oscuro. Nell’anime è una pericolosissima spia sabotatrice, che tenta di sedurre Harlock e alla fine viene uccisa da Tadashi: ma non prima di essersi dimostrata un personaggio eccezionalmente complesso e combattuto, e di essersi innamorata davvero di Harlock. L’originale del manga è altrettanto complessa, ma non ha molto tempo di dimostrarlo perché la sua vita ha presto termine a causa di un incidente. Lei, comunque, sale sull’astronave, ma nient’affatto motivata da azioni di sabotaggio, piuttosto amareggiata dalla sua doppia vita di terrestre e mazoniana, che l’ha profondamente logorata nello spirito causandole problemi di coscienza. La ospita Tadashi nella sua cabina, senza accorgersi che lei è un’aliena.

Non soltanto le Mazoniane non sono delle figure prive di complessità in termini di personalità, ma si scopre, via via, che sono delle creature tutt’altro che prive di una vita privata vera e propria, nonostante la loro rigida e difficile condizione di società militarizzata e in cammino attraverso le stelle. Hanno sentimenti, motivazioni, angosce.

Forse l’ideazione di questo nemico è la vera singolarità della serie. Si sono visti nemici di ogni genere nelle storie di guerra, ma il concetto è in genere quello di ricercare la battaglia contro un avversario totalmente odioso, spesso rispondente al criterio: ‘brutti, sporchi e cattivi’.

Affrontare un popolo di creature con le caratteristiche fisiche di una top-model è una cosa che spinge a riflettere sulla crudeltà delle guerre, sulla violenza e sull’ingannevolezza delle apparenze. La scommessa di Matsumoto, probabilmente influenzata dall’epoca, proprio negli anni del femminismo, è stata in qualche modo di presentare un dubbio, ovvero la riflessione sulla violenza e la guerra. Un nemico orrendo od estremamente cattivo, privo di spessore emotivo e storia propria è facile da odiare e anche da uccidere (vedasi i troll del Signore degli Anelli). Un nemico così bello e dall’aspetto tanto diverso da un combattente, nonostante l’animo estremamente agguerrito, costringe a riflettere sul senso dell’odio e della vita in una guerra.

Per Harlock e gli altri pirati è stato un dramma convincersi della pericolosità delle mazoniane. Una volta Harlock, riferendosi alla mazoniana che aveva abbattuto il suo aero spaziale, dice a Takashi: «Era bella?» «Le mazoniane sono tutte belle. Ma non devi guardarle mentre le combatti, è pericoloso!». L’odio per le Mazoniane appare legato al tempo stesso da una fascinazione erotica, esaltata dalle scene di nudo che sono state inserite in numerosi episodi. Alla fine gli indugi e i dubbi di coscienza sono spianati: la legge della guerra e sopravvivenza è ‘o noi o loro’ e i pirati di Harlock hanno imparato a tirare il grilletto prima delle avversarie, che tra l’altro, non hanno nessuna attrazione per loro e quindi nessuna remora ad ucciderli se possibile.

L’unica e fondamentale eccezione è data da Harlock, per il quale non poche mazoniane provano una fascinazione se non proprio amore. Il sentimento non è comunque ricambiato da Harlock, che apparentemente non sopporta le donne emancipate. La sua geisha è Meeme, fedele aliena di un pianeta del sistema di Yura, unica superstite della sua razza. È anche teneramente legato alla piccola Mayu, per la quale è un padre putativo. Ma spesso discute ruvidamente con Yuki, la ragazza bionda diventata uno dei membri più importanti della ciurma, praticamente un secondo ufficiale in comando, e poco propensa ad obbedire senza discutere agli ordini del suo Capitano.

Harlock ha pregi e difetti. Tra i primi v’è senza dubbio il sangue freddo. Tadashi Dayu, nell’anime è un ragazzino molto agguerrito, rabbioso e impaziente di vendicare l’uccisione del padre. Nel fumetto originale è molto più incerto e insicuro. L’accentuazione della perfidia mazoniana vede un contraltare quindi, nella persona di Tadashi. Harlock però è assolutamente imperturbabile, e, nelle poche volte in cui parla, dice solo cose memorabili.

Una volta, durante la battaglia vicino a Venere (Episodio 12) Tadashi vuole uscire a combattere in una condizione disperata, e Harlock senza indugio gli dice: Va pure se vuoi farti ammazzare. Se ti guardassi in uno specchio, vedresti solo rabbia, odio, fanatismo. Sei un perdente, e non hai nessuna possibilità di uscirne. Tadashi torna sui suoi passi.

Harlock ha anche un carattere testardo, alle volte orgoglioso e sempre sprezzante nei confronti del potere, con la sua attitudine a tenere sempre la fronte alta di fronte ai potenti. Se la fermezza del carattere e la dignità sono la sua caratteristica di uomo libero, la caparbietà è la faccia opposta della medaglia. Nonostante Raflesia e altre Mazoniane cerchino di dialogare con lui, non cede su nessun punto. La sua gentilezza d’animo e lealtà, in battaglia, non gli impediscono di essere spietato e durissimo. Nell’ultimo episodio ammette persino di non avere capito che Raflesia voleva uscire dalla guerra senza perdere l’onore, evitando un’ultima sanguinosa battaglia.

Il doppiaggio italiano è stato svolto molto bene, grazie al personale della RAI. Il merito sulla validità delle voci è invece molto più complesso. Il doppiatore italiano di Harlock addolcisce molto la figura del pirata spaziale, con un tono di voce molto adatto alle scene intimistiche, molto diffuse nell’opera. La voce originale giapponese è molto più dura e secca. I pareri sulla validità del cambio sono vari, alcuni sono entusiasti del doppiatore italiano, altri commentatori vedono con maggiore favore l’originale giapponese. Forse la verità è che Harlock è un personaggio complesso, e i due doppiatori danno apparentemente modo ad entrambi i suoi aspetti (comandante e uomo) di esprimersi al meglio. Gli altri doppiatori hanno caratteristiche praticamente uguali in entrambe le edizioni, con qualche eccezione, come Yuki, che ha una voce italiana più adulta e sicura della ragazzina allarmata che era nella versione originale. D’altra parte, ha solo 16 anni all’inizio della storia, e quindi la sua insicurezza non è certamente fuori luogo.

La guida suprema del popolo di Mazone è la bellissima regina Raflesia, ferma e caparbia nel suo intento di portare la sua gente verso la Terra, la loro seconda patria (un poco come a dire ‘terra promessa’, come spiegato soprattutto nel ventiseiesimo episodio). La sua risolutezza si scontrerà con quella, non meno ostinata, del pirata Harlock, e con esiti tragici.

La solitudine di Raflesia, che nel 26imo episodio fa uccidere Thalis, mostra una creatura straordinariamente sola e fragile, dinanzi a un compito che si sta dimostrando troppo duro da svolgere, e che vede sempre meno sostenitori in tale gioco d’azzardo.

Thalis, capo della flotta civile, a nome degli scienziati aveva appoggiato l’idea del viaggio verso la Terra ed eletto Raflesia come guida. Raflesia ripensa a quando lei ha ricevuto da Thalis e Cleo la richiesta ufficiale, a nome del popolo di Mazone, di far loro da comandante (‘Portaci sulla Terra, Regina’ in uno scroscio di applausi). Ma poi, con il tempo e le difficoltà, ha finito per cambiare idea e ha deciso di lasciare, con un gruppo di civili, la carovana spaziale, per rifugiarsi su di un pianeta simile alla Terra, vicino a cui stavano passando.

Cleo, il braccio destro di Raflesia, è inviata come sicario contro Thalis e il suo gruppo di disertori. Le due erano amiche e conoscenti, e per Cleo eseguire gli ordini di Raflesia è un dramma personale. Si presenta da sola al gruppo, con il suo bel volto (è una delle mazoniane più belle) teso e senza dire nulla. Quando Thalis la vede capisce tutto e le chiede: “Chi ti manda?” “Raflesia”. Allora prende la bomba dalle mani di Cleo, che le offre la possibilità di suicidarsi piuttosto che essere giustiziata, però non prova odio, ma anzi le prende delicatamente la mano, come a sollevarla dalla colpa di cui si sentirebbe altrimenti carico, e poi la lascia allontanandosi nella neve. Ma prima di sparire per sempre, si volta e le dice di riferire alla Regina che una regina senza cuore è come l’acciaio troppo duro: governare con spietatezza non gioverà a Raflesia. Cleo non le dice nulla, ma la saluta in lacrime quando scoppia fragorosamente la bomba, oltre l’orizzonte.

Raflesia si ritrova il cuore indurito da questa spietata decisione, ma lascia dietro di sé la compassione e ritrova la massima determinazione nella sua volontà di compiere il suo compito, proprio ora che si è sentita abbandonata da colei che l’ha sostenuta per tanto tempo. Esce dalla sua sala da bagno e comunica con Harlock, apparendogli, come altre volte, in forma olografica nella sua cabina. Ma stavolta gli parla senza diplomazia, ammonendolo: se egli la intralcerà ancora nei suoi piani, lei lo annienterà per sempre. Harlock, piuttosto che intimidito, si dimostra ancora più deciso ad affrontarla, orgoglioso non meno della regina mazoniana. L’Arcadia sta facendo prua verso il grosso della flotta nemica e non cambia rotta. Il dado è tratto e lo scontro finale è solo questione di tempo.

Censure nell’edizione italiana[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Adattamento e censura degli anime.

Capitan Harlock non è sfuggito all’onda di riflusso che ha colpito i cartoni animati giapponesi dopo i successi dei tardi anni settanta. Questa serie, arrivata in Italia con la “prima generazione” di anime, presentava spesso elementi delicati e molto complessi da affrontare in fase di adattamento: scene di violenza e di nudo, critica feroce alla società opulenta e ottusa, come anche al controllo dei mass-media. Harlock è poi un pirata spaziale, con pesanti implicazioni che non vengono minimamente trascurate.

Lupin III, per fare un esempio, è – tra gli anime di prima generazione – un altro soggetto border-line, essendo un eroe ma pur sempre ladro, quindi intrinsecamente contro il sistema sociale entro cui si muove. Ma si tratta di un soggetto leggero, adatto a un pubblico giovane e senza pretese particolari di critica sociale, o altri approfondimenti “difficili”. Non ha avuto nessun problema con la censura, né tanto meno con la messa in onda su TV nazionali per decenni (specialmente su Italia 1).

Ma Harlock non è un soggetto che semplicemente ruba: è un pirata, e la serie (come anche il fumetto originale) ha una vena polemica e anarchica che, specialmente negli anni settanta, aveva un suo preciso senso. Di fatto, Harlock è un contestatore: non ruba un gioiello per poi andare in vacanza a Las Vegas, come potrebbe fare Lupin. La sua critica al sistema è orgogliosamente portata dall’esterno, nella convinzione che non si possa venire a patti con una società governata da princìpi ingiusti.

Quindi, anche se è stato deciso di mandarla comunque in onda, la serie è stata trattata in maniera estremamente dura dalla censura. Se il doppiaggio è stato di eccellente livello, quasi tutti gli episodi sono stati tagliati prima della messa in onda. La produzione esecutiva RAI ebbe da ridire anche sulla sigla, ritenendo che ricordasse la X MAS[5] (forza navale fascista della Repubblica di Salò), probabilmente a causa del passaggio “Il suo teschio è una bandiera, che vuol dire libertà”[6] (poiché un teschio è proprio il simbolo della flottiglia). Nei DVD attualmente in circolazione vi sono molte scene che sono prive di dialoghi in italiano, poiché all’epoca esse vennero censurate e quindi escluse dal doppiaggio. Nondimeno, molte scene violente e alcune di nudo rimasero anche nell’edizione italiana. Ben presto però, il cambio di politica relativo ai cartoon nipponici avrebbe messo Capitan Harlock fuori palinsesto, e dopo il 1980 solo alcune reti locali l’hanno rimandata, molto saltuariamente, in onda. Nel 2008 è stato trasmesso in replica sul canale satellitare a pagamento Cooltoon, visibile sulla piattaforma Sky.

Riferimenti ad altre opere e influenze[modifica | modifica sorgente]

  • Nell’episodio 41, “Raflesia e Harlock: incontro ravvicinato”, l’equipaggio dell’Arcadia viene temporaneamente imprigionato in un meta-universo ispirato all’opera di Maurits Cornelis Escher “Altro mondo II“.
  • Lo spagnolo Miguel Mesas ha realizzato un cortometraggio ispirato a Capitan Harlock con attori in carne ed ossa,[7] come fan film senza scopo di lucro.

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Film caldo e familiare, sottilmente ironico, anche se ben lontano dalla storica comicità di Eddie Murphy che nel film interpreta Evan Danielson , economista con grande fiuto per investimenti e strategie di mercato,il quale si troverà a dover fronteggiare il suo dichiarato concorrente Whitefeather (Thomas Haden Church) per il posto da direttore nella loro azienda.
Nello stesso momento l’ex moglie gli affida la figlia Olivia (Yara Shahidi) di 7 anni, per una settimana, ma Danielson non sa fare il padre, non riesce nel confronto con la bimba, accusando il poco tempo a disposizione, e Olivia stessa della sua incapacità.
Ma nel momento che la copertina di Olivia dalla quale lei non si separa mai, diviene il mezzo per entrambi di accedere ad un mondo fiabesco con principesse, streghe e mostri che suggeriscono a Danielson le risposte giuste, il loro rapporto prenderà una piega diversa che li porterà presto ad un inevitabile confronto.
Diretto da Karey Kirkpatrik noto per il cinema d’animazione, il film permetterà agli spettatori di seguire una strada che conduce un brillante uomo d’affari a riscoprire, attraverso la fantasia e l’innocenza della figlia, i veri valori della vita e forse a trovare la fiducia in sé stesso perduta in un momento lavorativo di particolare stress.
Nella trasposizione moralistica si potrà intravedere una liberazione sia del padre che della figlia dalle loro insicurezze e difficoltà nella vita, l’uno grazie all’altro, utilizzando uno strumento, riconducibile alla funzione pedagogica della coperta di Linus, quale oggetto ove attribuire un virtuale stato di maggior benessere, per l’incapacità di re-indirizzarlo realmente all’amore familiare.
Risultato: un film fresco, leggero che porterà gli spettatori dopo aver osservato Murphy danzare per la figlia, senza musica all’ora di punta nel parco, a domandarsi per un istante: perché no?